Tutto è iniziato più di un anno fa, quando in varie occasioni con alcune persone si parlava di correre.
Unico neo, l’essere un po’ scarso come pilota... allora preferii fare il navigatore, visto che avevo già avuto esperienze in tal senso, con un amico su una Giulia storica, con cui tutti gli anni facciamo una bellissima salita.
Mi sono detto, perché non trovare un sedile e fare un paio di gare in modo un po’ più serio, anche se il mio motto è sempre stato “ultimo, ma col sorriso fin alle chiappe”?
Allora ho iniziato a cercar un pilota per comporre una squadra.
A questo punto entra in scena BORGOMAX, questo losco personaggio, è iscritto in una scuderia/club di appassionati di rally, la Rallysportclub; i membri sono per metà piloti, e per metà, navigatori.
Alla prima visita, conobbi Marco, lui cercava una naviga, io un sedile, quella sera parlammo x alcune ore, mi spiegò tante cose, ma era solo l’inizio.
I programmi furono subito chiari, 6 gare in tutta la stagione, un bell’impegno come primo approccio, considerando anche che non avevo mai conseguito la licenza, non avevo né abbigliamento né una misera conoscenza in merito.
La scuderia sempre presente per far correre i soci, stava organizzando in collaborazione con l’aci/csai di Varese, un corso per navigatori, un’occasione che non potevo perdermi.
Prima di fare il corso e partire deciso, volevo vedere come guidava Marco, perché, alla fine, se non ci si fida del proprio pilota, non si può instaurare un rapporto duraturo.
Era il 22 o 23 dicembre quando ci trovammo io, gti, metz e borgomax a Gallarate, per una pizza e 4 chiacchiere. Marco ci avrebbe raggiunti nel pomeriggio per provar la Val Ganna, una ps del Laghi.
A pranzo mangiai una pizza col salamino piccante e una bella media, tanto in macchina non sono mai stato male... Quando mai
, sarà stata la tensione, o il sentirsi sotto esame, chi lo sa?? Una figura penosa, nello scrivere le note, nel leggerle e il massimo è stato che il mio stomaco dopo 2 salite e una discesa sembrava già una Candy in centrifuga... Ho resistito 8 passaggi, ma per pura fortuna non ho smaltato la plancia del muletto.
Mai vergognato così tanto, ma non mollai ugualmente, era stata la spinta necessaria x fare il corso.

Il docente principale era Mometti, un naviga con la N maiuscola, con gare europee nel curriculum, e con amicizie del calibro di Giacomo Ogliari. Vederli seduti fianco a fianco mentre mimano una ps è stato molto divertente.
Comunque una volta ottenuta l’abilitazione della csai e fatti gli esami medici non mi restava che andar a provare nuovamente.
Come prima gara si pensava di fare lo sprint Valtellina, una gara non difficile e breve, per testare i nuovo cambio a innesti frontali Zanghellini e il nuovo naviga.
Cosi un sabato mattina siamo partiti con gli attrezzi del mestiere, pieno, quaderno e matite.
Marco è una persona molto calma e disponibile, ha tuttora una pazienza invidiabile e mi ha spiegato tutto; Da parte mia ho messo tutto l’impegno che potevo e cosi abbiamo iniziato a fare i primi passaggi.
E mi sono serviti molto, una prova fatta x preparare una gara, ha dei risvolti che ti caricano e motivano, ma mi ha anche un po’ preoccupato.
Comunque ci iscrivemmo allo sprint, da parte mia mi accontentavo di non commettere errori che compromettessero l’arrivo, della posizione finale non mi preoccupavo molto, ricordate il motto???Ultimo ma contento.
Cosi arriviamo al sabato pregara. Si parte per Teglio con i documenti e la tuta nella borsa, si fanno le verifiche di licenza e certificati, e via col modulo delle ricognizioni sul finestrino.

Quattro passaggi x prova, la prima ps era facile, ma la seconda era già più dura, in alcuni punti arrivava in ritardo, o in anticipo, ma più si provava e più le note venivano con la cadenza giusta al momento giusto.
Meno male, iniziavo a essere pessimista, forse potevo riuscire a non penalizzare il mio pilota.
E’ scontato dire che la notte prima della gara non si dorme,….
No, non per la tensione, ma solo perché Marco russa come una Mitzu grA col bang inserito
….., ma anche la tensione ha fatto la sua parte.
Arriva la domenica, la prima volta che mi mettevo l’ignifuga, fa un certo effetto, ma appena arrivato al parco, non pensavo più a nulla, se non alla pressione delle gomme, alla benzina e a controllare che avessimo 4 stampo con la stessa mescola, e a sistemare la borsa nel mio ufficio sul lato destro.
Si parte dal parco chiuso per arrivare alla partenza, si sincronizza l’orologio con quello dei commissari, e si aspetta il proprio turno per salire sulla pedana. Qui la tensione sparisce, pensavo solo afar i conti sul settore che ci aspettava, perché parecchi pensano che il navigatore non fa altro che leggere un quaderno, dato da chissà chi, invece quello è solo il momento topico. Il vero lavoro è lo scrivere le note un mese prima, il ripulirle e trovarsi i riferimenti da chiamare per fornire informazioni il più dettagliatamente possibile, il salire in macchina e calcolare il minuto preciso in cui mettere la tabella sul tavolo dei commissari al CO intanto che il pilota parte per il trasferimento, leggere il radar per arrivare alla prova successiva in tempo per non pagare, il tener conto di quanti semafori si devono passare, perchè un rosso o un passaggio a livello chiuso possono vanificare i rischi presi in Ps.

In sostanza la gara non me la sono goduta molto, alcuni momenti belli ci sono, in particolare la partenza della terza ps, la Triangia, un casino mostruoso, 45 minuti di ritardo, 15 di attesa davanti al tavolo del Co, di cui gli ultimi 5 con casco addosso, appoggiato alla macchina dello zio, che era commissario di gara 2 tornanti dopo l’inizio della ps, e mi dicevo “questa volta non la guardo la strada”, e poi dopo il timbro, salir in macchina veloce, attaccare l’interfono, prendere il libro delle note e metterlo sotto una gamba e poi tirare ben bene le cinture, aspettare il -30”, chiamare le prime 3 note“200 td 150”, accendere il cronometro sulla mia portiera.
Al -5” sentire il motore girare sui 6500-7000 giri, Marco che respirava veloce x l’adrenalina, e partire a canone, ridando le note, poi seguite dalle altre, testa bassa senza pensar alla strada, tanto per quella c’è lui, io devo pensare solo a leggere giusto con il ritmo che si era trovato in prova.
Sono piccole cose ma che fanno parte di un’esperienza che mi porterò dietro d’ora in poi.
Infine un sollievo, depositare per l’ultima volta la tabella sul tavolo del ritiro a fine rally e risalire sulla pedana, con i fotografi che fanno le foto all’arrivo.
L’essere arrivati sesti di classe a 2” dal quinto non mi ha fatto molto effetto, anzi un filo di amaro in bocca (non fraintendete non sono incontentabile, se solo non avessero fatto un casino alla prima Ps per un’ambulanza che mancava, ……sempre ‘ste menate politiche
) certo meglio così che ultimi ovvio, ma il mio obbiettivo era mettermi alla prova e divertirmi, cosi è stato e tanto mi basta.
Sfortunatamente ci sto prendendo gusto, proprio 2 domeniche fa siamo andati a provare il prossimo rally, questo è un coppa italia, un po’ più impegnativo e lungo.
La seconda Ps è di 15km, e quindi i dubbi sono maggiori, ma anche le aspettative lo sono
, e la voglia di farlo nel migliore dei modi è tanta.
Scusate se mi sono dilungato tanto, non volevo annoiarvi
Permettetemi di ringraziare Alex e Marco, che mi hanno chiesto di scrivere questo report.
Ciao
Giancarlo